La Voce della Patria

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Colosseo
Colosseo

Siamo angosciati nel vedere l’Italia che amiamo minacciata da una disintegrazione tanto nel corpo quanto nell’anima. Noi la vogliamo preservare e portiamo le nostre argomentazioni. Più un essere umano è radicato nel suo mondo, più facilmente si apre verso gli altri. Dunque è necessario proporre un progetto collettivo che ci rifaccia essere fieri della nostra Nazione.

Questo non deve essere affatto visto come un ripiegamento in se stessi ma come un’occasione di conoscerci, di stilare la carta d’identità del nostro popolo in maniera da poterla mostrare fieramente agli altri: la nostra cultura è la faccia della nostra civiltà!

Purtroppo l’Italia è il fanalino di coda, in Europa (dietro di noi soltanto la Grecia) per risorse destinate al patrimonio culturale (1,4% sul PIL, rispetto ad una media europea del 2,1%), e questo a fronte del nostro immenso patrimonio artistico!

I monumenti storici, gli edifici di valore artistico, i resti provenienti dall’antichità, la nostra grande tradizione culturale nelle arti performative e visive devono essere salvaguardati e valorizzati, sia per una questione di prestigio che per un ritorno economico.

Non esiste centro storico italiano senza edifici degni di essere visitati: eppure il turismo di massa raggiunge soltanto le città d’arte classiche e lascia fuori dagli itinerari più battuti delle autentiche perle di bellezza!

Anche se il turismo sui luoghi d’arte è uno dei punti di forza della nostra attrattività è, per questa ragione, ben lontano dall’essere saturo.

Nel 2015, l’Italia, è stata visitata da 50,7 milioni di stranieri per un introito di 39,4 miliardi di dollari: settore che pesa (considerando anche l’impatto economico diretto ed indiretto) per il 10,2% del PIL.

Nel sud Italia, ad esempio, il settore è ben lontano dall’essere pienamente sviluppato, nonostante le sue attrattive paesaggistiche, artistiche e culturali, che potrebbero tranquillamente essere la sua principale risorsa economica.

Serve un’ambiziosa politica del patrimonio artistico che si indirizzi sia ai privati (come sponsor o come proprietari) sia ai piccoli comuni.

Il sistema educativo, inoltre, dovrebbe giocare un ruolo importante nella scoperta dell’arte e della cultura: se è vero che non tutti sono sensibili all’arte, è anche vero la scuola può dare a tutti la possibilità di scoprirla.

Sappiamo che troppo spesso la cultura è indirizzata verso un pubblico di iniziati. Per tentare di ovviare a questa vera e propria discriminazione sarebbe il caso di valorizzare le iniziative dei musei, dei teatri, della radio e della televisione, nel fare pedagogia o, perché no, anche eventi didattici sul nostro immenso patrimonio culturale!

Una cultura accessibile a tutti è un formidabile volano per l’economia di un luogo e un valido strumento per la nostra ricchezza interiore.