La Voce della Patria

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Da venti anni abbiamo lasciato gli Stati Uniti a controllare l’economia, le tecnologie e la regolazione della rivoluzione digitale a loro solo profitto: la reale portata di questa implicazione è sotto gli occhi di tutti: gli USA dominano la scena in tutti i campi! Questo dimostra l’urgenza di rompere l’egemonia americana sulla rivoluzione informatica.

L’Italia, assieme ai suoi partner europei deve assicurare la propria sovranità informatica al servizio dei suoi interessi, della sua sicurezza e anche della sua cultura.

Il primo esempio che viene in mente è un motore di ricerca europeo.

In secondo luogo l’Italia non può essere priva di una grande azienda di telecomunicazioni: diviene del tutto necessario per lo Stato detenere una grande azienda strategica in questo campo. Con TIM passata in mano ai francesi è del tutto urgente che la controllata "Sparkle" una delle sette aziende al mondo in grado di gestire una rete di tipo Tier-1 e che attraverso la dorsale in fibra ottica gestisce il traffico dati internazionale del nostro Paese, ma non solo, sia sottratta al controllo straniero e sia di nuovo soggetta al controllo e all'autorità pubblici.

Vi è poi da tenere in gran considerazione, visto il tessuto produttivo della Nazione, il “piano industria 4.0”.

L’officina del futuro è una delle chiavi per la rilocalizzazione delle aziende perché moltiplica la produttività. Ora, questa informatizzazione, esige operai ben più qualificati e, soprattutto, formati alle nuove tecnologie.

L’Italia può restare un Paese industrializzato e avanzato solo se di dota di una manodopera che è certamente molto più costosa ma anche molto più produttiva e, dunque, più competitiva.

Una buona formazione informatica è pertanto essenziale per la nuova ondata di industrializzazione che deve avanzare nel Paese.

Per questo occorrono operai non soltanto specializzati, ma anche capaci di esplorare le risorse dell’informatica. Operai da formare dopo la scuola professionale o attraverso i canali classici della formazione professionale proposta dai centri per l’impiego e dalle regioni.