La Voce della Patria

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Bandiera catalana
Bandiera catalana

 

Domenica si terrà (forse) il referendum sulla secessione catalana dalla Spagna. La Scozia ha già espresso la sua volontà di rimanere a far parte del Regno Unito, ma questo accadeva prima della Brexit. I movimenti indipendentisti catalano e scozzese sono trattati con benevolenza dalle élites europee in ragione delle loro tendenze euroentusiastiche. Noi ne vediamo due pesi e due misure puramente ideologici.

La settimana scorsa la corte costituzionale spagnola ha deciso di comminare una multa da più di 10.000 euro al giorno agli organizzatori del referendum catalano finché continua il processo referendario. Prima di questa decisione migliaia di schede del referendum sono state sequestrate dal governo centrale di Madrid, che vi vede un sovvertimento del regime costituzionale.

La Catalogna, regione autonoma facente parte del Regno di Spagna, sta cercando di nuovo la sua indipendenza dopo circa un secolo! La resistenza di Madrid si spiega con l'importanza della posta in gioco: la Spagna vi perderebbe il 6% del suo territorio, il 16% della sua popolazione, il 20% del suo PIL e più della metà dei suoi investimenti nelle nuove imprese.

Molto più interessante della lotta per l'indipendenza è la posizione dei sostenitori dell'Ue verso tale questione. 

In tutta Europa la gran parte delle persone sembra simpatizzare con l'autodeterminazione catalana, e se l'Unione europea non si immischia nella disputa di potere, molti popoli europei sembrano invece fare il tifo per la secessione. E tale fervore aumenta all'aumentare della resistenza della Spagna contro questa votazione.

Il Partito nazionale scozzese, formazione che ha contribuito maggiormente all'organizzazione del referendum sull'indipendenza scozzese nel 2014, è, ovviamente, dalla parte del popolo catalano, e sebbene non esistano ricerche demoscopiche tra i popoli europei, il sostegno delle popolazioni verso i secessionisti è indubbia. Ciò che manca è,  invece, una qualsiasi critica costruttiva nei riguardi dei due movimenti indipendentisti.

È strano come, dopo le critiche severe che sono state fatte nei confronti dei fautori della Brexit, non sia nata alcuna inquietudine nei confronti degli altri due movimenti secessionisti! Non si può certo dire che l'opinione pubblica sia stata in questo caso, a favore della libera determinazione del popolo...

La ragione di questa mancanza di opposizione negli specifici casi catalano e scozzese, si spiega con la netta attitudine pro-Ue di questi due movimenti d'indipendenza.

Il Partito nazionalista scozzese non smette di sottolineare come nel referendum sulla Brexit gli scozzesi abbiano votato in massa per il "remain" nell'Unione, e nelle sue manifestazioni non mancano mai vessilli europei accanto a quelli nazionalisti. Anche i secessionisti catalani hanno chiaramente dichiarato che la loro separazione sarebbe una buona cosa per l'unione europea.

In realtà i catalani sono euroentusiasti in quanto sono distanti da Madrid, mentre solo la metà della popolazione nel resto della Spagna lo è. E l'attuale presidente della generalitat ha recentemente scritto, in un articolo per il Guardian, che la commissione europea dovrebbe intervenire nel conflitto. Ciò implicherebbe immischiarsi in una faccenda interna ad uno Stato sovrano!

Il doppio linguaggio e la doppia misura di Bruxelles può essere spiegato prendendo un altro movimento secessionista: quello delle Fiandre dal resto del Belgio, che non beneficia del medesimo supporto internazionale delle altre due formazioni.

La ragione è la sua posizione sull'Unione europea: i fiamminghi sono una formazione di centro destra che si definisce euro-realista, che non esita a rimettere in questione il funzionamento dell'Unione europea e non la considera come un punto fermo.

Questo, agli occhi dei burocrati di Bruxelles, non è accettabile ed i fiamminghi sono tacciati di fascismo o di mettere in pericolo l'unità del Belgio! 

È il problema che regna in Europa: è un'opinione politica e ipocrita quella che regna nel Vecchio Continente e non segue alcuna logica ideologica. I ferventi difensori dell'autodeterminazione dei popoli che attaccano le loro bandiere scozzese e catalano sono pronti a trasformarsi in manifestanti arcigni e accusatori di fascismo non appena si ha a che fare con un movimento euroscettico o critico nei confronti dell'Europa.

La secessione non dovrebbe essere trattata a Bruxelles come un espediente comunicativo utilizzato a fini politici.

L'autodeterminazione dei popoli è il diritto degli individui di rendere la loro relazione con lo Stato il più vicino possibile ai loro interessi ed è l'essenza della democrazia.

L'unione europea, invece è un'organizzazione antinazionale: è dunque logico che essa appoggi i separatisti. Il suo obbiettivo finale è quello di distruggere gli Stati Nazione in favore delle piccole regioni economicamente affini: divide et impera!