La Voce della Patria

Questo sito ha per obiettivo l'essere un luogo di scambio, un appuntamento regolare, amichevole, diretto. Tutto qui può essere detto, argomentato, commentato. La sola condizione posta è il rispetto delle regole elementari di civiltà: le tesi ingiuriose o oltraggiose saranno prescritte. Un moderatore vigila. Benvenuti.

onde gravitazionali
onde gravitazionali

L’Italia non possiede un piano di sistema adeguato sull’innovazione. Ma quel che è peggio è che non lo possiede neanche l’Europa, che è del tutto al di fuori dalla corsa per l’innovazione e per la realizzazione dei grandi progetti per l’avvenire!

Il progetto GALILEO, concepito come il concorrente dell’americano GPS, è messo in orbita da vettori russi e soffre di un ritardo di quindici anni.

Il progetto CONNECTOME, volto a simulare il funzionamento del cervello umano, è sottofinanziato di tre miliardi di dollari rispetto al suo concorrente americano.

Il ritardo dell’Europa sul piano per i calcolatori quantici va ancora peggio: negli USA se ne costruiranno 4, in Europa nessuno.

Lo sforzo intrapreso nel campo della robotica ammonta appena a 700 milioni di euro: del tutto insufficiente anche a mettere in moto un meccanismo di finanziamenti privati.

Per ironia della sorte, gli unici progetti europei portati avanti con una certa dose di ottimismo sono il progetto ITER, sul nucleare ed il progetto VIRGO sulle onde gravitazionali, posti in essere entrambi da accordi intergovernativi ed in cui l’Ue non ha alcuna implicazione!

Nessuno dei progetti portati avanti dall’Unione europea ha una portata significativa. Soffrono tutti di regole sulla concorrenza insensate, di finanziamenti sottodimensionati e di meccanismi di concezione e di gestione inefficaci o, peggio, mancano di pertinenze tecniche e scientifiche.

L’incapacità di fissare una uniformità di fini, l’indirizzarsi ad imprese che agiscono isolatamente e in maniera segmentata non fanno altro che testimoniare la mancanza di una strategia globale.

L’Unione europea è incapace di associare e di fare da moltiplicatore delle energie nazionale: troppo parcellizzati sono i suoi interessi.

È uno spreco in tempi in cui la competizione pesa più che mai sulle gerarchie di potenza dei decenni a venire, e dove la rivoluzione digitale e le nuove tecnologie sono ad un passo dal rivoluzionare anche il lavoro, i consumi e gli stili di vita.