La Voce della Patria

Questo sito ha per obiettivo l'essere un luogo di scambio, un appuntamento regolare, amichevole, diretto. Tutto qui può essere detto, argomentato, commentato. La sola condizione posta è il rispetto delle regole elementari di civiltà: le tesi ingiuriose o oltraggiose saranno prescritte. Un moderatore vigila. Benvenuti.

porta di Lampedusa
Porta di Lampedusa

Dei migranti distribuiti per sei mesi nei centri d’accoglienza (il tempo adeguato per esaminare il loro caso e perfino la loro identità) restano pur sempre a carico dell’Italia, a meno che non fuggano e diventino clandestini. Il loro costo può arrivare quest’anno fino a 4,2 miliardi di euro, solo per la prima accoglienza.

Occorre che solo chi sia in possesso di un regolare contratto di lavoro (già in essere oppure aggiudicatoselo attraverso la nostra rete consolare all’estero) possa permanere od entrare in territorio italiano e vedersi riconosciuto un permesso di soggiorno.

È ovvio che chi venisse a trovarsi in situazione di irregolarità dovrebbe essere allontanato dal nostro territorio.

L’irregolarità, la clandestinità, non sono mai situazioni valide per un’esistenza serena.

E, se è vero che non tutti gli immigrati clandestini sono dei delinquenti, è pur vero che l’inoperosità, la mancanza di risorse regolari, l’assenza di un inquadramento in un sistema di diritti e di doveri, può spingere taluni di loro a delinquere e a contribuire a rendere insicura la vita nelle nostre città.

Va da sé che l’immigrazione clandestina va contrastata sul territorio nazionale come alle sue fonti: quella ormai acquisita si combatte attraverso il controllo del territorio da parte delle Forze dell’ordine e dagli Uffici dello Stato, innanzitutto là dove essa crea disagio sociale (periferie, stazioni, sui mezzi di trasporto…)

I tentativi di immigrazione vanno invece fermati già dal momento della partenza innanzitutto inibendo alle ONG, che hanno dimostrato di operare in una dimensione di illegalità, il diritto di attraccare nei nostri porti, ma anche con metodi di intelligence per individuare i trafficanti di esseri umani e consegnarli alla giustizia, allo scopo approvando anche una legge extraterritoriale; oppure distruggendo i barconi fermi nei porti di partenza, che era una delle proposte avanzate in sede europea.

Le missioni di salvataggio in mare devono essere bloccate, essendo diventate ormai il mezzo più veloce per essere traghettati sul territorio nazionale.

Un cambio di trattamento deve essere effettuato nei confronti degli immigrati che delinquono, affinché possano scontare le loro pene nei Paesi d’origine, anziché riempire le nostre galere, e poi non dovrebbe essere più permesso loro di rientrare in Italia.

Non siamo favorevoli neanche ai ricongiungimenti familiari, da riservare soltanto a chi avesse un contratto a tempo indeterminato, e pure il diritto d’asilo andrebbe regolato differentemente, attraverso una verifica periodica (mettiamo ogni tre anni) della continua sussistenza dei requisiti.