La Voce della Patria

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Immigrati
Immigrati

Il discorso secondo il quale noi abbiamo bisogno di questa immigrazione per sostenere la nostra economia porta in sé dei futuri regolamenti di conti di cui si possono già percepire le premesse.

Questa immigrazione a predominanza musulmana, che si ripiega in comunitarismo che sviluppa dei concetti sociali di un'altra era storica rispetto alla nostra quotidianità, avrà buon gioco nel trasformare la propria condizione sociale in una discriminazione raziale ed etnica di cui esso sarà oggetto.

Noi riserviamo agli immigrati, oggi, i nostri lavori più umili, adeguati alla loro non qualificazione o, addirittura, impreparazione culturale e al nostro rifiuto a svolgersi.  Scommettiamo che i loro figli, le seconde generazioni, trasformeranno questa situazione in razzismo ordinario, rovesciandone per di più la colpa sui genitori?

Noi, in realtà,  stiamo preparando generazioni di frustrati, esigenti e vendicativi, ai quali poniamo innanzi la necessità di integrarsi sperando che l'ascensore sociale funzioni correttamente nei loro confronti (come in realtà non funziona neanche per gli italiani).

Generazioni di giovani pronte a contestare quelle più anziane e a gettarsi tra le braccia di un fondamentalismo religioso che rappresenta una via di riscatto verso il mondo occidentale.

È sufficiente vedere con quale prontezza i figli degli immigrati nelle altre Nazioni europee imputato oggi le loro sconfitte al razzismo e all'islamofobia della società che li ha accolti, giustificando in tal modo la loro violenza. Mentre coloro che riescono ad emergere, ad avere successo, dimenticano di sovente di manifestare una certa gratitudine alla società che ha permesso la loro riuscita.

In tutto questo i cittadini italiani, esposti ad anni di discorsi in cui gli immigrati vengono chiamati "risorse", o la loro presenza viene definita un "arricchimento collettivo", o la loro differenza di mentalità una "opportunità di confronto" sono, da un lato sconvolti dalla situazione che è data loro affrontare, specie nelle periferie, dall'altra sono portati ad allargare le braccia e a non usare atteggiamenti troppo duri per fustigare questi risultati della politica migratoria interessata.

È logico che presto o tardi saremo chiamati a pagare il conto!

Bisogna, invece, avere il coraggio di rovesciare questo discorso pubblico diabolico, dichiarando alto e forte che l'opportunità è,  invece, dell'immigrato e che egli ha tutto da guadagnare aderendo alla nostra società,  al contrario di noi...