La Voce della Patria

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Avrà luogo anche quest'anno nelle nostre scuole pubbliche la guerra del presepio? Si eviterà di esporre il presepio nei luoghi pubblici in nome di un politicamente corretto mal interpretato per paura di urtare la suscettibilità dei musulmani? E  tutto questo quando i poteri pubblici sono particolarmente benevoli verso le esigenze di visibilità dell'islam?

L'islam non cessa di approrpiarsidegli spazi pubblici, attraverso il velo, il burqa, i minareti o le preghiere in strada. 

Le preghiere in strada dei musulmani sono a tutti gli effetti degli atti di rivendicazione religiosa e politica che urtano scientemente contro la laicità della Repubblica. 

Mentre l'omaggio del presepio ad un nuovo nato e ai suoi genitori poveri e costretti a darlo alla luce in una stalla, rivela una tradizione culturale iscritta nella civiltà italiana. 

...E per molti italiani il rifiuto alla rappresentazione del presepio viene a livellare anche ciò che resta delle nostre radici culturali. 

Questo disegno politicamente corretto, variamente coniugato soprattutto a sinistra, che persiste a credere ad una modernità multiculturale e post-nazionale, che sotterrerà il vecchio mondo,  è un grave errore e non fa che denotare la nostra debolezza a fronte di un islam sovversivo, che non si perita neppure di richiamarsi all'ordine costituzionale per far avanzare la sua causa.