La Voce della Patria

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L'accanimento terapeutico per salvare la Nazione sarà inutile se non si corre subito ai ripari. Non sopravviverà, per così dire, al disinteresse che la fa andare in cancrena. D'altra parte, l'indifferenza verso lo Stato nazionale, ferito da decenni di abusi collettivi, è criminale.

L'oblio di cui è vittima porta con sé la progressiva dimenticanza di una cultura e di un popolo, della sua memoria, del suo modo di vivere. In quindici anni, l’Italia aperta a tutti è diventata irriconoscibile per molti.

Il cinema degli anni '90 mostra una civiltà che, in alcuni punti, non esiste più.

Il comunitarismo e il multiculturalismo galoppano, minacciano la coesione nazionale. Dovremmo sempre fingere di non vedere nulla?

La lenta dislocazione dell’Italia, conseguenza dell'immigrazione di massa e della colpevolezza dello Stato, è un veleno mortale.

Ma la politica, se pure ha portato delle esili risposte per tranquillizzare il Paese, non si è soffermata sul malessere di gran parte della società.

Infelice quella Nazione che deve sperare in una classe politica loquace e immobile!