La Voce della Patria

Questo sito ha per obiettivo l'essere un luogo di scambio, un appuntamento regolare, amichevole, diretto. Tutto qui può essere detto, argomentato, commentato. La sola condizione posta è il rispetto delle regole elementari di civiltà: le tesi ingiuriose o oltraggiose saranno prescritte. Un moderatore vigila. Benvenuti.

Porto italiano
Porto italiano

Il blocco dei porti italiani per le navi che traghettano clandestini è soltanto la prima misura, valevole tra l'altro solo per quelle straniere: i nostri mezzi continuerebbero a fare la spola tra le due rive del Mediterraneo. È la prima alzata di toni da parte di un Governo italiano in materia di immigrazione di fronte all'Europa. Il Presidente del Consiglio Gentiloni avrà la forza di tenere il punto?  

Va bene il blocco navale (ammesso che si abbia la forza di andare fino in fondo), e dopo?

Le zone dove non vige più il diritto dello Stato si sono moltiplicate nel nostro Paese, andate a fare un giro nelle nostre periferie, se non ci credete. Chiedete ai loro abitanti. Osservatele di notte, nei luoghi nascosti...

Il comunitarismo di stampo religioso (perlopiù islamico) ha realizzato in certe zone un'inversione completa dei nostri valori: settarismi e ostracismo nei confronti degli italiani, che sono pur sempre i padroni di casa, prevalgono.

Non soltanto l'ordine repubblicano non deve indietreggiare neanche di un centimetro, esso deve intraprendere una riconquista rapida e completa del terreno perduto!

Ecco una serie di misurea che andrebbero applicate per riportare il fenomeno dell'immigrazione di massa in una dimensione governabile.

Punto primo: via i clandestini e gli immigrati che non hanno diritto di stare sul nostro territorio. Ce lo ha ricordato anche nell'incontro di ieri il presidente francese Macron: i migranti economici, che sono oltre l'ottanta per cento di quelli che arrivano, non sono un problema di cui la Francia vuol farsi carico. E pur essendo fastidioso prendere lezioni dai francesi, è difficile dargli torto.

Quindi siano fatte retate,  perquisizioni, espulsioni di massa..., siano approvate norme secondo le quali se non hai modo di dimostrare da dove proviene non hai diritto di ricevere la protezione dell'Italia..., tutto quanto è necessario affinché la situazione torni sotto controllo e l'immigrazione divenga un fenomeno utile al progresso della società italiana, quanto adesso lo è per affossarla!

Secondo punto: chi resta deve rispettare le leggi della Repubblica,  sia quelle di laicità che relative al diritto dei lavoratori.

Terzo punto: abbandonare qualsiasi proposito di approvare lo IUS SOLI. La legge sulla cittadinanza andrebbe semmai rafforzata affinché la nostra nazionalità possa essere meritata!

...bisogna ridare un senso al fatto di divenire italiani, non attribuire questa qualità automaticamente: l'acquisizione della nostra nazionalità deve comportare domande esigenti e risposte altrettanto adeguate.

Gli immigrati che la richiedono, ad esempio, devono essersi installati regolarmente in Italia, devono aver adottato i nostri valori, i nostri usi ed i nostri costumi e devono aver fatto ogni sforzo per acquisire la nostra lingua.

Non solo: devono rispettare la laicità dello Stato per cui non si indossa il velo nei luoghi pubblici, non si ha che una sola moglie e si rispettano i simboli della tradizione cristiana che ha pur sempre forgiato la nostra Nazione.

Devono, infine, osservare i diritti delle donne nella loro personalità e nella loro uguaglianza, ma anche nella alterità e complementarietà. 

Queste le nostre proposte: sono esigenti ma necessarie giacché l'assimilazione della nostra cultura e dei nostri valori permettono a ciascuno di elevarsi e di affermarsi all'interno della nostra società.