La Voce della Patria

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La vicenda dell'Aquarius è emblematica di uno dei più grandi disastri europei dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Dall'inizio degli anni 2000, la tensione è aumentata in materia di immigrazione irregolare. Da allora, la situazione non ha mai smesso di peggiorare.

La destabilizzazione del Medio Oriente (Siria e Iraq in primo luogo) e della Libia hanno provocato una gigantesca ondata di arrivi che prosegue tuttora.

Questi fenomeni hanno ravvivato una violenta guerra ideologica tra le nazioni europee.

Per la stragrande maggioranza dei popoli le immagini di un gran numero di sbarchi di migranti, gestiti da contrabbandieri criminali che violano ogni diritto oltreché le frontiere, è ritenuta insostenibile. E, salvo abolire apertamente il principio di democrazia, è impossibile governare a lungo termine senza tener conto dell'opinione pubblica!

Così, sotto l'impatto delle migrazioni, di cui il Vecchio Continente è diventato l'obiettivo centrale, l'Europa sta esplodendo a una velocità vertiginosa. La Brexit, la fronda delle grandi nazioni dell'Est (Ungheria, Polonia ...), lo smantellamento dell'area di libera circolazione di Schengen, l'arrivo di un governo cosiddetto "populista" in Italia, sono il risultato diretto di questo disastro. E questo è solo l'inizio.

La vicenda dell'Aquarius ha generato una grave crisi diplomatica tra l'Italia, travolta dal numero degli arrivi e la Francia intrisa di buoni sentimenti umanitari, ma solo a parole, e solo se l'accoglienza la fanno gli altri.

La scelta di sbarcare sul continente europeo tutti i disperati del Mediterraneo, piuttosto che assumere la decisione politica di riaccompagnarli al loro luogo di imbarco, dove esaminare le loro domande di asilo - con tutte le precauzioni umanitarie e mediche - ha amplificato le partenze in condizioni drammatiche.

Anziché dividersi, i grandi Stati europei avevano un solo dovere da rispettare nei confronti dei loro cittadini: in primo luogo, istituire una forza d'intervento comune per colpire militarmente i trafficanti di schiavi che insanguinano il Mediterraneo e destabilizzano l'Europa; in secondo luogo imporre un blocco navale rispettando il diritto di asilo per le vere vittime di persecuzione; infine, intraprendere la strada di un gigantesco piano per lo sviluppo economico e sociale dell'Africa, facilitando al contempo la mobilità nel continente..

Oggi, l'esplosione politica dell'Europa e il grande caos che ne deriva sono il prezzo da pagare per la cecità, l'indecisione, la debolezza e la codardia su questo tema. La storia è un eterno ripetersi.