La Voce della Patria

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Emigrazione dei connazionali
Emigrazione italiana

Da noi la situazione è inquadrata con la famosa frase: “la fuga dei cervelli”. Ebbene, gli italiani nel mondo sono tra quelli che incarnano meglio lo spirito di affermazione che l’Italia deve ritrovare. Essi portano per il mondo il saper fare, la competenza e la cultura italiana.

I nostri emigranti sono i figli che l’Italia ha perso, perlopiù fieri della loro origine e testimoni di una Patria che non ha saputo trovare loro un lavoro o un’occasione.

Ma bisogna guardare con interesse anche a quei figli degli emigranti che parlano la nostra lingua, hanno la nostra cittadinanza e che, pur inseriti nelle società che hanno accolto i loro genitori, non di rado desiderano mantenere un qualche tipo di rapporto con la madrepatria.

Entrambi i gruppi di compatrioti sono a tutt’oggi pressoché dimenticati dalle Istituzioni italiane.

Per gli emigrati di prima generazione occorre dare risposte concrete e specifiche che incontrino le loro preoccupazioni più immediate: è utile innanzitutto creare un “registro degli italiani nel mondo” anche per non soffocare del tutto quel sentimento di appartenenza che li caratterizza.

Bisogna che siano pienamente riconosciuti i loro diritti politici, i diritti dei loro figli ad essere educati nella cultura dei loro genitori ed approfondire le questioni legate al loro lavoro, alle loro risorse e alla fiscalità.

È necessario anche affrontare dei percorsi di rientro, qualora essi volessero tornare, garantendo dei servizi messi a loro disposizione.

Più o meno le stesse esigenze hanno anche gli italiani nati e cresciuti all’estero, ma verso di loro occorrerebbe un altro tipo di attenzione da parte nostra. Essi, in genere, non hanno esigenza di rientrare sul suolo italiano, trovandosi a loro agio dove sono nati, ma è necessario garantire loro un qualche legame con l’Italia, attraverso l’educazione scolastica o le organizzazioni sportive e poi garantendo corsi di lingua o borse di studio per le università italiane.

Un percorso particolare deve essere offerto a chi volesse diventare una specie di “ambasciatore” onorario della nostra Nazione nel Paese di origine, al fine di avere dei promotori della nostra cultura e della nostra economia. È una figura tutta da inventare ma che potrebbe essere molto utile alla nostra causa.

Per far sentire la loro voce e le loro istanze presso le nostre Istituzioni è più utile istituire un’assemblea degli italiani nel mondo, eletta da tutti gli aventi un passaporto italiano e che tenga almeno due sessioni l’anno in una delle nostre città, piuttosto che far loro eleggere una parte dei deputati e dei senatori che, una volta nominati, entrano nei giochi politici, cambiano ruolo e si disinteressato dei loro elettori.

Sono poche cose ma essenziali per migliorare la vita dei nostri connazionali all'estero e anche per proiettare l'Italia fuori dai suoi angusti confini.