La Voce della Patria

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Altro che la più bella del mondo…! Questa è un'analisi pressapochista, trita e ritrita, fatta dalla sinistra che è l'erede delle culture che hanno contribuito a farla nascere e che non se ne vogliono distaccare perché è l'unico orpello che le permette di giustificare il proprio potere.

La verità è che la nostra Costituzione è invecchiata e non permette più un governo corretto del Paese.

Forse l'ha consentito soltanto nei suoi primi anni di vita, quando la DC era il perno di un potere non ancora frazionato dell’attuazione di tutti i suoi istituti (come le regioni o la regressiva Corte Costituzionale, che si è affermata nel tempo), e quando al vertice di quel partito e dello Stato vi era un gigante che rispondeva al nome di De Gasperi.

In realtà la nostra Costituzione non è fatta per governare, ma per la condivisione del potere: il sistema proporzionale aveva istituzionalizzato questa pratica ed il consociativismo e la partitocrazia ne sono stati la nefasta conseguenza.

Un sistema siffatto non è in grado di far emergere gli uomini più adatti al governo del Paese in un dato momento storico: i politici che vi si stagliano sono le seconde file, i cooptati, coloro che garantiscono lealtà al capo di turno.

Le grandi ambizioni, i grandi progetti, i grandi uomini, insomma, si tengono alla larga da questo sistema che, di necessità, premia la mediocrità.

Sarebbe meglio correggere i suoi meccanismi con una buona dose di maggioritario, perché il maggioritario è competitivo (quanto il proporzionale è stagnante) e con elezioni dirette dei suoi istituti più importanti, a partire dal Presidente della Repubblica e dai parlamentari…

Le aspettative del popolo riposte in una persona ne accresce la responsabilità, dona il gusto per le grandi ambizioni, fa elevare lo sguardo oltre le meschine politiche di corto termine.

Ma occorre che sia congegnata in modo da elevare gli orizzonti dei politici che la attuano per primi. E la nostra non lo ha mai fatto!