La Voce della Patria

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La pigrizia intellettuale della sinistra ne spinge una parte, la più radicale, a vedere un "ritorno agli anni Venti" in questo ciclo che inizia. I bisogni di radicamento culturale e di protezione dell'identità che sono espressi nel cuore della società italiana, come in tutte le altri Nazioni del mondo, sono interpretati come accenno insopportabile al fascismo di ritorno.

L'accusa di razzismo, brandita dai più radicali per rendere i clandestini intoccabili, è sostenuta da questi stessi utili idioti del multiculturalismo, che nasconde in realtà la voglia di conquista da parte dei musulmani dell'Italia.

Rimane quindi la domanda: in quale stato si presenta l'Italia all'inizio di questo nuovo ciclo politico? In realtà la testimonianza italiana, attraverso l'agonia accelerata del sinistrume, dimostra come ad ogni fine di un'epoca la società si è rivolta spesso verso il "populismo".

La vecchia società dei "tempi moderni" ha avuto il suo tempo: è stata impregnata di valori progressisti, che alla fine avevano abbracciato perfino il liberismo, fino a divenire prigionieri. Tuttavia né la destra né la sinistra vogliono convertirsi in un pensiero sui propri limiti.

Questa visione ideologica della società manca degli sconvolgimenti sociali che stanno abbattendo la politica tradizionale. È l'idea stessa di progresso e crescita che viene messa in discussione alla luce dei disastri, compresi quelli economici (grazie all'euro), commessi nei loro nomi.

Tutto è da inventare e ricostruire. Cosa c'è di più eccitante?