La Voce della Patria

Questo sito ha per obiettivo l'essere un luogo di scambio, un appuntamento regolare, amichevole, diretto. Tutto qui può essere detto, argomentato, commentato. La sola condizione posta è il rispetto delle regole elementari di civiltà: le tesi ingiuriose o oltraggiose saranno prescritte. Un moderatore vigila. Benvenuti.

Nell'ultimo Consiglio europeo sull'immigrazione dello scorso giugno a Bruxelles l'Italia aveva alcune richieste che è riuscita a imporre in parte. Quel che è certo è che, con il sostegno di Paesi come l'Austria e l'Ungheria, ha permesso a un discorso forte sull'immigrazione di avere il diritto di essere discusso in un forum non abituato a questi argomenti.

A medio e lungo termine è sotto agli occhi di tutti che gli euroscettici, i sovranisti, coloro che i loro avversari cercano di squalificare sotto il nome di "populisti", hanno il vento nelle vele. E lo hanno perché la questione dell’immigrazione, che hanno messo in cima alla loro agenda, è una priorità per i popoli europei. La questione dell'identità è adesso diffusa ovunque in Occidente, che piaccia o no. E questo sarà il tema principale delle elezioni europee del maggio 2019. L'opposizione sarà ovviamente frontale, ma non tra Francia e Italia come Nazioni, piuttosto tra i leader dei due campi che si opporranno nei prossimi mesi e anni in Europa. Ancora una volta, la questione dell'identità è sul tavolo e sarà ancora più strutturata in futuro. Le due forze contrapposte (sovranisti vs europeisti) si stanno preparando per il grande appuntamento delle europee e, non si vede davvero come si comporterà la destra moderata tra i due blocchi che hanno interesse a cercare spazio intorno a sé. È ovvio che Emmanuel Macron sta cercando un'opposizione frontale con Salvini per incarnare, da solo la linea, "ragionevole", moderata e europeista. È ovvio e lo abbiamo appena sottolineato: Macron e Salvini hanno interesse per un'opposizione frontale, binaria - e, per certi aspetti ahimè, infinitamente semplicistica - tra apertura e chiusura, europeisti e sovranisti. Ciò serve loro sulla scena europea ma anche sulla scena nazionale. Se nel Consiglio si può ancora sperare in una maggioranza di Paesi a maggioranza europeista in Parlamento è un'altra questione. Non è detto che la divisione pacifica dei posti e del potere tra il PSE (Partito socialista europeo) e il PPE (Partito popolare europeo,), che presiedono da sempre i destini del Parlamento europeo, possa andare oltre Maggio 2019. Non so se i sovranisti possano avere una maggioranza da soli, ma impedire o ostacolare la formazione della maggioranza, potrà essere possibile. Insomma, l'asse Salvini-Orban (e non dimentichiamoci dell’Austria di Kurz) non è ancora vicino a rovesciare il tavolo ma può seriamente impedire il tranquillo tran-tran europeo.