La Voce della Patria

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La domanda sembra oziosa quando le due forze politiche che formano la maggioranza di Governo raccolgono circa il 60% delle intenzioni di voto degli elettori. Ma non c'è dubbio che se chiedessimo agli italiani cosa pensino dei loro politici la percentuale suddetta sarebbe, quantomeno, rovesciata.

Le cause alla radice di questo declino sono molteplici. Dalla fine degli anni '80, la politica ha fallito di fronte ai principali problemi italiani: debito pubblico, deficit, violenza e insicurezza, disoccupazione di massa, povertà, declino industriale, perdita del controllo delle frontiere, declino dell'educazione nazionale…

Nessuna democrazia può essere governata senza la fiducia duratura della Nazione. De Gasperi concepì la più grande sfida dell’Italia, dal 1945, quella della ricostruzione, facendo affidamento sulla fiducia del Paese. Sì, l'Italia è governabile, sì è riformabile, ma soggetta alla fiducia del popolo nei suoi leader.

Il principio dell'autorità verticale, dall'alto verso il basso, l'autocrazia, è assurda e illusoria nel mondo moderno. È inutile emettere norme se la fiducia non consente di trasmettere le scelte sociali e farle vivere.

Una casta politica senza la fiducia popolare, che è la cintura di trasmissione tra i Palazzi e il mondo della realtà, è condannata all'isolamento e all'impotenza. Solo la fiducia delle persone può legittimare l'azione pubblica e superare particolari interessi e ostacoli intermedi. Non c'è autorità in una democrazia, nessuna riforma possibile, al di fuori della fiducia popolare.

Come può rinascere la fiducia? Intorno a valori come la verità, la modestia (contrariamente alla sterile vanità), l'azione autentica, l'interesse generale, le responsabilità condivise tra Governo e Parlamento, la semplicità, il rispetto, l'onestà, la sincerità, l'ascolto, la visione del futuro, la volontà unica di servire la Patria.