La Voce della Patria

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Le nazionalizzazioni sono un intervento con cui lo Stato, attraverso una legge, acquisisce la proprietà o almeno il controllo di determinate industrie private o di settori economici in cui l'interesse pubblico è predominante.

Non ci sono solo Autostrade per l'Italia ad essere in causa di rinazionalizzazione per le tragiche vicende del ponte Morandi di Genova. Ci sono tutta una serie di aziende che erano statali e, nel corso degli anni '90, con una vera furia iconoclasta, sono state cedute ai privati, privando la collettività di un settore in cui l'interesse generale era preminente.

È il caso ad esempio di Telecom Italia, adesso una public company, ma a lungo controllata dai francesi di Vivendo, soprattutto perché ha in pancia Sparkle, la società a cui fanno capo le reti internazionali, e ritenuta strategica per la sicurezza del Paese.

È il caso anche dell'Ilva, la più grande acciaieria d'Europa, che è stata dapprima spossessata dai suoi proprietari italiani (per gravi carenze e colpevolezze, certo) e, è notizia di ieri, attribuita ad un gruppo franco-indiano concorrente.

È anche il caso di Alitalia, adesso in regime commissariale, che finché è stata sotto il controllo pubblico è stata una compagnia profittevole e che rischia di essere ceduta ad una concorrente europea, finendo per trattarsi come un Paese di serie B.

È che dire, poi, di certune banche che sono finite in mani straniere dopo la privatizzazione (BNL preda dei soliti francesi)?

La verità è che ci sono specifici settori produttivi in cui il controllo statale garantisce il perseguimento di finalità pubbliche o sociali e non del profitto. Tutti i casi sopra riportati ne sono un esempio...