La Voce della Patria

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Jean Claude Juncker
Jean Claude Juncker

Dicono che Jean Claude Juncker stia aspettando, sornione come un gatto, di avere il sorcio tra le fauci. Quel sorcio siamo noi, l'Italia.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte confida nei tempi lunghi dell'attuazione della procedura di infrazione contro il nostro Paese perché spera che dalle elezioni europee di maggio esca un quadro politico continentale più favorevole al Governo giallo - verde.

Il presidente della Commissione, invece, sa che i tempi lunghi giocano contro l'Italia.

Egli, memore della situazione che si venne a creare con la Grecia, è convinto che la Penisola si stia inoltrano sul medesimo percorso: spread elevato significa meno prestiti delle banche all'economia reale, quindi recessione, quindi declassamento da parte delle agenzie di rating.

La spirale al ribasso continuerebbe con una crisi di liquidità dello Stato poiché mancherebbero compratori ai nostri titoli del debito pubblico.

Questa crisi piegherebbe le banche e, contemporaneamente, il governo perderebbe l'accesso al mercato.

A questo punto ci si porrebero due alternative da percorrere: l'uscita dalla moneta unica o il ricorso ad un salvataggio europeo.

Quanto al primo percorso, sarebbe difficile da far digerire alla maggioranza degli italiani poiché ancora largamente favorevoli all'euro. L'opinione pubblica italiana, diventerebbe così alleata della Commissione nel chiedere una marcia indietro al Governo.

Il secondo percorso sarebbe ancor più pericoloso poiché tra le condizioni capestro per il salvataggio potrebbe esserci anche la cessione a potenze straniere – per esigenze di liquidità – del nostri gioielli di famiglia (Eni, Enel, Leonardo…).

Ecco perché dalle colonne del Corriere della Sera, il premier greco, Tsipras, ci ha consigliato di cedere subito alla Commissione, perché dopo sarebbe sicuramente peggio!