La Voce della Patria

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Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

C’è una ragione se i due più grandi manipolatori della realtà dai tempi di Mussolini si siano dati appuntamento a dopo le elezioni. C’è una ragione se i due più grandi seduttori di popolo della Seconda Repubblica abbiano entrambi convenuto su un sistema elettorale proporzionale simil-tedesco. C’è una ragione se i due più grandi racconta frottole della scena politica italiana evitano accuratamente di porsi in antagonistica lotta l’uno contro l’altro.

Sono tutte manovre in vista delle elezioni politiche che ormai si svolgeranno a scadenza naturale della legislatura, ovvero entro i primi tre mesi del nuovo anno.

Silvio Berlusconi


Silvio Berlusconi, cui le passate amministrative hanno regalato una nuova primavera, sta giocando su due tavoli e vuol mantenersi le mani libere ad entrambi fino allo spoglio delle elezioni politiche. È per questo che è stato il primo a proporre il sistema tedesco (che nella trasformazione dei voti in seggi è interamente proporzionale), poi seguito da tutti gli altri.

Il proporzionale prevede che ogni partito si presenti da solo alle elezioni e che gli accordi di governo si facciano solo dopo la conta delle schede.

Il capo di Forza Italia, infatti, non vuol legarsi alla Lega rampante di Matteo Salvini in una coalizione dove probabilmente dovrebbe passare il testimone della leadership: sia perché – nonostante le speranze riposte nella Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo – è ancora non candidabile, sia perché il capo della Lega non accetta di essere lui il subordinato.

Quindi, forse, il progetto del Cavaliere sarebbe un altro: punterebbe a ripetere tale e quale l’inizio di questa legislatura dove, in mancanza di una vittoria chiara si è dovuto dar corso ad una maggioranza e ad un Governo di larghe intese. Allora, come nello scenario futuribile, tra il PD e Forza Italia.

Ammesso che la forza dei numeri consentisse di creare una coalizione di governo siffatta, Berlusconi privilegerebbe tale scenario – scenario che prevederebbe anche il ritorno di Matteo Renzi a Palazzo Chigi – piuttosto che ad un accordo da comprimario con la Lega!

Matteo Salvini


Il gioco di Salvini, invece, è esattamente speculare: sa che la Lega non può spendersi in coalizioni diverse da quella di centrodestra e che il suo apporto dopo il voto non sarebbe richiesto né dal Partito Democratico né dai Cinquestelle. Per arrivare al Governo, dunque, non avrebbe altra strada che essere il candidato di una coalizione che comprenda anche Forza Italia e Fratelli d’Italia: ecco il perché della sua preferenza al “mattarellum” che obbliga i partiti a presentare candidati comuni in ogni collegio!

Beppe Grillo


Quanto a Beppe Grillo, invece, sa di non avere ancora la classe dirigente atta a reggere il Governo del Paese così come sa che difficilmente il suo movimento potrà raggiungere la maggioranza assoluta dei voti per governare da soli, per questo propone una legge elettorale di tipo proporzionale: la legge uscita dal giudizio della Consulta così, anche se alle elezioni dovessero avere il maggior numero di voti non potrebbero governare.

Salterebbero un giro, certo, ma la palla passerebbe ad una grande coalizione rissosa che, c’è da scommetterci, prima o poi sarà invisa agli italiani, così la volta successiva i Cinquestelle potrebbero veramente aspirare alla maggioranza assoluta!

C’è un altro protagonista della politica che abbiamo lasciato in disparte fino ad ora: Matteo Renzi.

Il suo obiettivo è tornare a fare il Presidente del Consiglio, con qualsiasi mezzo ed a qualunque costo. Per questo evita di sbilanciarsi tra la sua destra e la sua sinistra, dove ci sono, rispettivamente, da una parte Berlusconi e dall’altra Pisapia. Anche lui, quindi, gioca su due tavoli!

Il mazzo di carte lo daremo noi elettori, ma come sappiamo, alle carte, come alle elezioni, si gioca alla cieca!