La Voce della Patria

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L'ideologia contemporanea dominante è multiculturalista, decostruttivista, ci promette un mondo senza confini, senza differenze, atomizzato, popolato da entità negoziabili e sostituibili. Ci sono diverse indicazioni che abbiamo a che fare con un'ideologia piuttosto che con una opinione, anche se non è formalizzata: il fatto che queste idee siano presentate come verità, o anche come verità scientifiche, la negazione della realtà, la mobilitazione degli apparati ideologici di Stato, la scuola primaria (che inculca la dogmatica multiculturalista come un catechismo), la giustizia (che criminalizza le idee non conformi), l'Università (in cui l'Europa è idolatrata) e, naturalmente, i media

Ma soprattutto questa ideologia, come tutte le ideologie in qualsiasi momento, corrisponde agli interessi della classe dominante: la superclasse di imprenditori e finanzieri che aggrega tutti i vincitori della globalizzazione in modo che questa frazione della piccola borghesia urbana beneficia dei frutti della società creata dal sistema e trova comunque il suo conto.

Secondo questa ideologia il discorso intimidatorio è riservato a chi si pone al di fuori del sistema: è un discorso di colpa, che demonizza, criminalizza, lancia anatemi, disonora qualsiasi pensiero non conforme designandolo come fascista, negazionista, mostruoso e patologico. Il colpevole deve venire a disprezzare se stesso, a considerarsi infame, indegno di appartenere all'umanità, deve odiarsi o pentirsi.

Da chi sono criminalizzate le idee non conformi? Dai guardiani del pensiero unico, dai giornalisti, dagli insegnanti, dagli accademici, in breve, da quelli che trovi a tutti i livelli dell'apparato ideologico di Stato.

Questo discorso intimidatorio indebolisce le nostre difese immunitarie. Più lo interiorizziamo, più diventiamo vulnerabili. Molte persone oggi ammettono che dobbiamo rispettare le religioni, tutte le religioni, come se il rispetto in questo campo non fosse uno dei segni della nostra civiltà.

Ma per stabilire la loro legittimità, gli oligarchi e i tecnocrati che detengono il potere senza averlo conquistato (il loro potere è di origine economica) hanno bisogno delle forme della democrazia. Il problema è che influenzano la consultazione democratica nella direzione della loro politica, almeno quando le persone vengono consultate, il che non è sempre il caso. Per questo fine ci sono diverse tecniche. La dicotomia interna è una delle tante. Per esempio, viene mantenuta la falsa divisione fra due partiti conosciuti come di "governo", uno è la destra e l'altro la sinistra, che di fatto perseguono gli stessi obiettivi e non si differenziano più di tanto neanche sui mezzi per raggiungerli.

L'alternanza destra-sinistra ha lavorato a lungo su questo modello. Le voci di dissenso sono emarginate, ciò che si manifesta come una concezione molto strana della competizione democratica!

L'attuale movimento "populista" ostacola questo processo per creare un'altra scissione, non più orizzontale, ma verticale, politicamente più significativa: populisti contro élite.