La Voce della Patria

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La democrazia è uno stato della società fragile, instabile, sempre alle prese con sfide e sempre nuove. Queste sfide sono, tra le altre, oggi, l'evoluzione tecnologica, in particolare il lato oscuro del digitale, la situazione geopolitica, l'ansia per l'affermazione dei nuovi imperi, l'arrivo di "nuovi barbari"… Anche la democrazia affronta le speranze deluse.

Il boom economico, lo sviluppo dell'economia di mercato non sono sufficienti ad imporla come si vede in Cina. Ma la liberazione del giogo comunista non risolve tutte le incertezze politiche come vediamo nell'Europa orientale, dove infatti si teorizza una “democrazia illiberale”. Il declino della democrazia è anche possibile, e pure nell'indifferenza generale, come quella subita da Hong Kong.

Questa mera osservazione non richiede rassegnazione. Ma dobbiamo trarre da Solgenitsyn che ci dice che non c'è democrazia senza volontà e senza elevazione, un'idea tanto semplice quanto esigente.

La libertà senza elevazione va a suo rischio e pericolo. L'elevazione senza libertà conduce alla tirannia. Questa combinazione è insopportabile per alcuni, perché se ammettono che il materialismo comunista ha fallito, si aggrappano a un'altra forma di materialismo. Quello di un vitello d'oro contemporaneo, "la fiera del commercio" denunciato da Solgenitsyn, o quello di un progressismo senza coscienza che porta ai diritti per tutti, all'estensione dell'assistenza medica per la procreazione o alla maternità surrogata.

La democrazia è una condizione necessaria per un buon governo, ma non è sufficiente. Una democrazia senza elevazione è debole, crolla e il materialismo più forte (spesso il più a sinistra) si afferma. Oggi il materialismo cinese, ancora comunista in apparenza (è davvero solo apparenza?), sembra il più efficace. Ma, come si può vedere, l'elevazione senza democrazia porta alla tirannia. L'esacerbazione dell'affermazione religiosa porta, invece, al totalitarismo islamista…

Oggi l'uomo ha completamente perso la coscienza della sua responsabilità verso Dio e la società. Mentre, ciò è vero specialmente per gli Stati Uniti, le prime democrazie attingono alla responsabilità religiosa. Ma cosa succede quando l'Illuminismo si separa dalla religione o quando l'Illuminismo stesso diventa una religione?

L'indifferenza dei grandi partiti di governo e della sovrastruttura europea alle paure popolari è suicida. La democrazia non è una statua di marmo scolpita nell'assoluta purezza. Si tratta di un fragile e libero equilibrio che deve costantemente consolidarsi e adattarsi alle minacce che l'attaccano, e queste non vengono di certo dall'istinto di sopravvivenza del popolo espresso febbrilmente alle urne.

La democrazia liberale occidentale deve cominciare a pensare, deve avere il coraggio di mettere in discussione i propri fondamenti e di discutere le condizioni per la sua conservazione, che passano dal mettere un freno alla globalizzazione, che ha declassato e indebolito la classe media, rendendola vulnerabile a discorsi estremisti. Deve ripensare il suo legame con le persone, ma anche le nozioni di limite, confine, diritti e doveri.