La Voce della Patria

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Il presidente francese Macron
Il presidente francese Macron

Cosa è successo dai tempi – neanche troppo remoti! – della campagna elettorale per le presidenziali francesi quando Macron alzava il vessillo europeo, dichiarandosi contro tutti i costruttori di muri, riflettendo sulla necessaria solidarietà europea, dibattendo serioso sulla rifondazione dell’Unione?! Eppure ha camminato pure sull’inno alla gioia (che per chi non lo sapesse è l’inno adottato dall’Ue) mentre raggiungeva il palco da cui avrebbe parlato a fianco della sua attempata moglie, per segnare la discontinuità con i suoi predecessori…

Macron, un politico nato in provetta ed esploso dopo il dibattito in tv con la Le Pen, adesso ne adotta la strategia anti immigrati: 《bisogna accogliere i rifugiati politici che corrono un rischio reale 》, ha detto infatti annunciando il suo programma davanti al Parlamento riunito in sessione plenaria, 《senza però confonderli con i migranti economici e senza abbandonare la difesa delle nostre frontiere. 》

Questo mentre quel calabraghe del nostro Presidente del Consiglio, senza un briciolo di sussulto né di amor di Patria, ripeteva stancamente la manfrina dell’ 《agire prima che la situazione diventi insostenibile》 alla FAO.

Sapeva bene, il Presidente Gentiloni, che, invece, nessuno agirà per venirci in aiuto come da noi richiesto nel vertice a tre tra i ministri dell’interno di Italia Francia e Germania tenutosi ieri a Parigi.

Già, perché il Ministro Minniti è andato con almeno tre richieste in borsa: primo, riscrivere norme di comportamento più stringenti per le ONG; secondo, un centro di comando europeo per le ricerche e i salvataggi in mare; terzo, deviare gli sbarchi anche nei porti di Francia e Spagna.

Solo il primo punto è stato condiviso. Parigi e Madrid si sono chiamate subito fuori!

La verità è che in questa Europa, anche quella millantata da Macron, ogni Paese tiene in conto soltanto i propri interessi ed è solidale con gli altri soltanto fino a quando, e nella misura in cui, questi non vengono toccati.

Comunque la Commissione europea ha dichiarato di essere pronta ad uno sforzo finanziario aggiuntivo: e allora viene il sospetto che l’Italia, guidata da questa sinistra, faccia buon viso a cattivo gioco, e intanto i fondi di cui sopra vengono intascati dalle coop rosse, dalle ONG (non meno rosse) e dalle organizzazioni caritatevoli della Chiesa che si occupano di accoglienza. E infatti, a sentire di un ridimensionamento del ruolo delle ONG, la CEI ha prontamente commentato: 《un piano inaccettabile dal punto di vista dei diritti umani, continua la delegittimazione delle ONG 》.

Il sospetto che gli interessi siano tanti e famelici, viene, dunque, naturalmente…

La figura più comica di tutti è però quella del Ministro Minniti, che è andato al vertice di Parigi contento di essere entrato finalmente nel salotto buono della politica continentale e invece lo hanno coglionato! E mentre egli spiegava della piena intesa raggiunta dai tre ministri degli interni, dal governo francese si faceva trapelare come la Francia abbia decisamente rifiutato di far attraccare le navi cariche di migranti anche nei suoi porti!

Tocca ancora a noi, quindi, aprire i porti alle navi francesi e ai migranti da esse trasportati!