La Voce della Patria

Questo sito ha per obiettivo l'essere un luogo di scambio, un appuntamento regolare, amichevole, diretto. Tutto qui può essere detto, argomentato, commentato. La sola condizione posta è il rispetto delle regole elementari di civiltà: le tesi ingiuriose o oltraggiose saranno prescritte. Un moderatore vigila. Benvenuti.

Per porre fine definitivamente al disfacimento della Repubblica dobbiamo tornare sui nostri passi e smetterla con la costruzione di uno Stato federale.

Non è possibile continuare ad incrementare le ineguaglianze territoriali che il decentramento delle competenze non fa che aggravare, soprattutto riguardo alle risorse disponibili, date le dissimili potenzialità fiscali dei vari territori.

Già sono variegate le caratteristiche ambientali e socioeconomiche delle regioni italiane. Se ad ognuna di esse attribuiamo poteri specifici in ambiti non irrilevanti come quello della sanità, ad esempio, tali differenze non faranno che cristallizzarsi, dove le regioni più ricche potranno dotarsi di attrezzature d'avanguardia e ai cittadini di quelle più povere non resterebbe altro che emigrare per fruire di una sanità d'eccellenza.

Invece di continuare sulla strada del federalismo proponiamo di costruire un nuovo modello incentrato sullo Stato nazionale, portatore di volontà e detentore di mezzi per realizzarla.

La legge uguale per tutti gli italiani, da Bolzano a Siracusa, deve conformare il principio di libera amministrazione che deve assistere l'autonomia degli enti locali e delle regioni, come pure l'esercizio del loro potere regolamentare.

L'Italia una ed indivisibile come recita l'articolo 5 della Costituzione e l'uguaglianza di tutti di fronte alla legge tutelato dall'articolo 3, necessitano che la Repubblica eserciti le funzioni pubbliche più inerenti alla sovranità ma anche ai diritti dei cittadini, che devono essere gli stessi in ogni parte d'Italia: solo il Governo ed il Parlamento hanno una visione generale del Paese, quindi solo ad essi deve essere conferito il potere di allocare solidarietà politica, economica e sociale di tutto il popolo.

La legge dello Stato, inoltre, non deve più trovare alcun ostacolo di materia per l'esercizio del proprio potere normativo. Le regioni potranno adattarle secondo le loro caratteristiche peculiari, ma mai sostituirle.

Solo così l'Italia potrà rispettarli i dettami costituzionali dell'uguaglianza di tutti i cittadini.