La Voce della Patria

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Frecce tricolore
Frecce tricolore

Ogni giorno viene mostrato il triste spettacolo di leader politici ormai incapaci di mettersi in sintonia con gli italiani. Il fossato tra i nostri concittadini e coloro che dovrebbero rappresentarli è abissale. Mancano soprattutto politici che abbiano un discorso autentico sulla Nazione.

È, a nostro avviso, necessario ancorare il discorso politico nell'amore per il nostro Paese.

Le ideologie di questi ultimi lustri hanno raggiunto il loro scopo: sminuire ciò che ha fatto grande questa Nazione che, neanche troppo tempo fa era ammirata e invidiata dal mondo intero.

La scuola, anziché essere al servizio delle intelligenze, del gusto per le sfide e della meritocrazia, galleggia sull'egualitarismo a oltranza e su un livellamento verso il basso. Al posto della trasmissione di un sapere e di una cultura vitale alla strutturazione del pensiero, dello spirito critico e analitico, del senso di responsabilità indiviuale al servizio del bene comune, dell'apprendimento della nostra eredità per le giovani generazioni..., abitua a sotterfugi, al dileggio dei professori, al minimo indispensabile.

Le grandi aziende di Stato, che tanto avevano significato per questo Paese e che avevano accompagnato l'Italia fin dai primi passi nel settore industriale sono state svendute,  quando non regalate, con il risultato che neanche una di esse è rimasta in mani italiane!

Nel discorso pubblico non si fa altro che insegnare agli italiani ad odiarsi gli uni con gli altri... tutto è stato messo in opera per far sì che gli italiani si facciano beffe della loro storia, si vergognino delle loro origini e di ciò che sono.

Le nostre élites politiche, mediatiche e culturali hanno fatto di tutto per estraniarsi da un patriottismo che esse qualificano come vetusto, da una storia che esse considerano colpevolizzante, da una cultura millenaria che vorrebbero dimenticare, con l'unico risultato di cancellare ciò che ha fatto la ricchezza e la grandezza dell'Italia.

Eppure ciascun italiano porta in sé il germe di un soprassalto patriottico. Le belle reazioni al terremoto in centro Italia ce lo hanno dimostrato!

Chi si affanna a dichiarare che il futuro dell'Italia è  in Europa, poi, lascia sottintende che l'Europa è l'avvenire mentre l'Italia sarebbe il passato. Ma questo contrasta con quel movimento sotterraneo e costante che è rappresentato dai nazionalismi del Vecchio Continente e che non si esaurirà mai. 

Noi non potremo avanzare in campo economico, della sicurezza o europeo, che alla sola condizione di rimettere in gioco dei dati acquisiti: bisogna rivedere tutto il sistema giudiziario affinché sia dissuasivo e abbia come obiettivo la protezione delle vittime e non l'inverso. Dobbiamo ripensare il funzionamento dell'Europa come i padri fondatori l'avevano immaginata e non per quello che è diventata: un coacervo di tecnocrati impantanati nel loro attivismo di soffocare ogni differenza ma assenti sul piano delle azioni efficaci.

E poi dobbiamo evolvere nel senso di un mondo globalizzato, soprattutto da un punto di vista economico e culturale, e che ciò avvenga dentro un quadro di sovranità acquisita.

Per donarsi bisogna dapprima apprendere a ricevere. Come poter offrire ciò che non si sa di possedere? Conviene esser saldi nella propria condizione di cittadini italiani, di riconciliarsi con la nostra storia, individualmente e collettivamente, al fine di consentirci di essere ciò che siamo: italiani!

Dobbiamo colmare le lacune che rendono fragili le fondamenta del nostro Paese finché siamo ancora in tempo, al fine che la casa comune in cui abitiamo non si sbricioli e non finisca per crollare.

Dobbiamo essere il cemento di una speranza nuova avendo come ancoraggio l'amore appassionato per l'Italia!