La Voce della Patria

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Vittoriano
Vittoriano

C'è un rimedio alla modernità con i suoi ritmi frenetici che tutto consuma nel giro di pochi attimi. C'è un rimedio alla sua tentazione di dare a tutto un ordine slegato dagli sviluppi storici. C'è un rimedio alla tentazione della tabula rasa.

C'è un rimedio anche alla pretesa della modernità di abolire il passato, come se l'uomo debba estraniarsene per liberarsi da ogni legame sociale e per creare un mondo a partire dalla sua pura volontà. 

Questo rimedio sono le tradizioni, che ricordano all'uomo che egli è un erede e che deve essere grato verso il mondo che lo accoglie, e tutto ciò è di una naturalezza ammirevole!

Se noi pensassimo all'uomo come ad un erede, diffideremmo della riscrittura della storia in modo colpevolizzante, come è dominante nello spirito pubblico delle società occidentali odierne.

Il multiculturalismo oggi in voga ci ispira disgusto e orrore proprio perché è una ritorsione del concetto di esperienza storica. Il multiculturalismo non è un'esperienza storica, anzi: è una concezione bocciata dalla storia proprio perché è fallita (o sta fallendo) ovunque è stata applicata.

Il multiculturalismo è contrario alla natura umana poiché è una costruzione intellettuale e minoritaria.

Al multiculturalismo si può resistere proprio a condizione di farci carico pienamente della nostra identità storica che permette di resistere ai discorsi colpevolizzante ed incapacitanti. 

Bisogna riscoprire l'eredità storica propria di ogni Paese e smettere di credere che affermandola si scivoli inevitabilmente nella logica della discriminazione contro l'altro o contro le minoranze.

Questa ricostituzione dello spirito nazionale non si fa in qualche anno. È il lavoro di una generazione. Ma è tanto più necessario in tempi di una immigrazione di massa che assume sempre più le sembianze di un'invasione. 

L'uomo senza storia, senza cultura di origine, senza Patria e senza civiltà non è libero come pretenderebbero i multiculturalisti: è nudo e condannato ad una vita senza speranza.

Se ci pensiamo bene il multiculturalismo che tutto sradica e tutto abbatte non può vincere. È pensato per la realtà astratta, per la trasformazione delle autentiche diversità del mondo, spinge per una società artificiale da cartolina postale o da spot televisivo, ma nel migliore dei casi realizza la decomposizione del corpo sociale, nel peggiore conduce al conflitto sociale.

Ed è attraversato da una vera tentazione autoritaria.

Ma può farci perdere tutto, provocando un crollo delle nostre identità nazionali, destabilizzando la loro legittimità, minando i loro fondamenti storici.