La Voce della Patria

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Europa
Europa

L'Unione europea non arriverà mai ad affermarsi politicamente perché non ha il sostegno del popolo. Questo sostegno non le arriverà mai perché non esiste un popolo europeo. Di conseguenza l'Unione è e sarà sempre fondamentalmente incapace di dotarsi di una personalità politica.

Non può essere un vero attore politico: l'Europa non può funzionare che nell'ombra, accontentandosi di una gestione amministrativa invadente, dietro le brume tecnocratiche di Bruxelles. 

Quando vuole mostrarsi in piena luce per quel che vorrebbe essere, come è successo nel 2005, con la stesura di un trattato costituzionale europeo, essa subisce la disfatta, in quel caso per mano di referendum popolari in Francia ed in Olanda.

In conseguenza di ciò noi siamo rimasti preda di una terra di nessuno: l'Ue è stata interdetta dallo svilupparsi ulteriormente; gli Stati nazionali, invece, sono stati spogliati di gran parte delle loro competenze.

Sull'immigrazione ci troviamo ad esempio proprio in questo stato di stallo: l'abbandono delle frontiere nazionali sacrificate con il trattato di Schengen ci ha reso impotenti. Mentre l'Unione ritiene, secondo il trattato di Dublino, la materia di competenza degli Stati membri.

Restiamo così in uno spazio indefinito, deboli e senza iniziativa politica. È perché i differenti popoli europei non accetteranno mai una logica federale, che noi auspichiamo un ritorno agli Stati Nazione. E un'Europa con un'amministrazione centralizzata sarebbe il contrario dell'idea stessa di una Europa democratica e diversa!

Non c'è niente di più anti-europeo che l'Unione europea stessa, con le sue centinaia di migliaia di pagine di armonizzazione legislativa, il suo progetto monetario suicida, il suo fallimento immigrazionista colpevole della realtà contingente e della sua politica estera senza visione a lungo termine.

Non dimentichiamoci che i momenti determinanti della nostra storia sono direttamente legati alla nostra disunità politica e alla concorrenza benefica tra i diversi Paesi europei.

Prendiamo ad esempio la conquista del globo durante i secoli XVI e XVII: è direttamente figlia dell'ambizione di piccoli Paesi concorrenti.

La politica è più efficace a livello nazionale perché è al livello degli Stati Nazione che la democrazia e lo stato di diritto si espandono pienamente.

Questo non significa che non esiste una civiltà europea dalle radici giudaico-cristiane, o che i Paesi non debbano cooperare gli uni con gli altri, ma semplicemente che questa cooperazione deve sempre aver luogo sulla base della partecipazione sovrana e non sulla base dell'integrazione politica,  come purtroppo è stata la malaugurata tendenza degli ultimi tempi.