La Voce della Patria

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Nell'ultimo Consiglio europeo sull'immigrazione dello scorso giugno a Bruxelles l'Italia aveva alcune richieste che è riuscita a imporre in parte. Quel che è certo è che, con il sostegno di Paesi come l'Austria e l'Ungheria, ha permesso a un discorso forte sull'immigrazione di avere il diritto di essere discusso in un forum non abituato a questi argomenti.

La pigrizia intellettuale della sinistra ne spinge una parte, la più radicale, a vedere un "ritorno agli anni Venti" in questo ciclo che inizia. I bisogni di radicamento culturale e di protezione dell'identità che sono espressi nel cuore della società italiana, come in tutte le altri Nazioni del mondo, sono interpretati come accenno insopportabile al fascismo di ritorno.

Altro che la più bella del mondo…! Questa è un'analisi pressapochista, trita e ritrita, fatta dalla sinistra che è l'erede delle culture che hanno contribuito a farla nascere e che non se ne vogliono distaccare perché è l'unico orpello che le permette di giustificare il proprio potere.

C'è da essere sconcertati per il livello del nostro dibattito politico. Gli italiani meritano più dei commenti su Salvini o Di Maio; al contrario, il Paese deve unirsi dietro i leader che ristabiliscono il gusto per l'interesse generale.

Senza negare che l'Unione è un attore indispensabile da considerare, a condizione che funzioni, bisogna smetterla con il discorso che solo i grandi agglomerati continentali consentano la sopravvivenza nella globalizzazione. La permanenza dell’Italia nella storia è un obiettivo. La sua indipendenza ne è la conseguenza. La potenza ne è la chiave.