La Voce della Patria

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Tutto contribuisce a rendere la presidenza di questo Capo dello Stato ributtante. …Dai continui richiami all'approfondimento dei legami europei, all'attenzione umanitaria verso i migranti come quando ne fece sbarcare questa estate una settantina dalla nave Diciotti...

L'ideologia contemporanea dominante è multiculturalista, decostruttivista, ci promette un mondo senza confini, senza differenze, atomizzato, popolato da entità negoziabili e sostituibili. Ci sono diverse indicazioni che abbiamo a che fare con un'ideologia piuttosto che con una opinione, anche se non è formalizzata: il fatto che queste idee siano presentate come verità, o anche come verità scientifiche, la negazione della realtà, la mobilitazione degli apparati ideologici di Stato, la scuola primaria (che inculca la dogmatica multiculturalista come un catechismo), la giustizia (che criminalizza le idee non conformi), l'Università (in cui l'Europa è idolatrata) e, naturalmente, i media

Jean Claude Juncker
Jean Claude Juncker

Dicono che Jean Claude Juncker stia aspettando, sornione come un gatto, di avere il sorcio tra le fauci. Quel sorcio siamo noi, l'Italia.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte confida nei tempi lunghi dell'attuazione della procedura di infrazione contro il nostro Paese perché spera che dalle elezioni europee di maggio esca un quadro politico continentale più favorevole al Governo giallo - verde.

L'ultimo è stato Emmanuel Macron: definendo il patriottismo come l'esatto opposto del nazionalismo, quest'ultimo costituente tradimento del primo, merita almeno di essere esplicato, così come l'assimilazione ricorrente che di solito si fa tra nazionalismo e populismo. Non si tratta qui di riabilitare il "nazionalismo" o "il populismo" contro il "patriottismo", ma di dubitare dell'evidenza oggettiva che oppone queste distinzioni, che troppo spesso si rifanno ad una giustificazione "scientifica", presumibilmente derivata dalla conoscenza storica.

Siamo in momenti di grande difficoltà. Quando non si sa più dove si vive, la cosa più saggia da fare è tornare indietro per sapere da dove si viene. Dante è il primo muro di italianità su cui si può posare la mano. Secoli prima del Risorgimento c'è chi osa sentirsi italiano!