La Voce della Patria

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La pigrizia intellettuale della sinistra ne spinge una parte, la più radicale, a vedere un "ritorno agli anni Venti" in questo ciclo che inizia. I bisogni di radicamento culturale e di protezione dell'identità che sono espressi nel cuore della società italiana, come in tutte le altri Nazioni del mondo, sono interpretati come accenno insopportabile al fascismo di ritorno.

Altro che la più bella del mondo…! Questa è un'analisi pressapochista, trita e ritrita, fatta dalla sinistra che è l'erede delle culture che hanno contribuito a farla nascere e che non se ne vogliono distaccare perché è l'unico orpello che le permette di giustificare il proprio potere.

C'è da essere sconcertati per il livello del nostro dibattito politico. Gli italiani meritano più dei commenti su Salvini o Di Maio; al contrario, il Paese deve unirsi dietro i leader che ristabiliscono il gusto per l'interesse generale.

Senza negare che l'Unione è un attore indispensabile da considerare, a condizione che funzioni, bisogna smetterla con il discorso che solo i grandi agglomerati continentali consentano la sopravvivenza nella globalizzazione. La permanenza dell’Italia nella storia è un obiettivo. La sua indipendenza ne è la conseguenza. La potenza ne è la chiave.

La guerra commerciale di Trump con l'UE, il Canada, il Messico e la Cina non ha preoccupato molti esperti all'inizio. I volumi delle importazioni su cui si sono verificati i primi aumenti tariffari sono stati davvero marginali per quanto riguarda i flussi commerciali mondiali: pochi miliardi a fronte degli oltre 1000 miliardi di prodotti importati ogni anno dagli Stati Uniti.