La Voce della Patria

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Ecco quello che ha detto Jean Claude Juncker (Presidente della Commissione europea) a Firenze, ad un convegno sull'Europa: "Con la crisi migratoria i sentimenti che pensavano di aver superato purtroppo hanno rifatto capolino e, considerando il ritorno dei populisti e nazionalisti, hanno avuto materia per alimentare i loro movimenti e per aumentare il distacco dagli altri".

L'accanimento terapeutico per salvare la Nazione sarà inutile se non si corre subito ai ripari. Non sopravviverà, per così dire, al disinteresse che la fa andare in cancrena. D'altra parte, l'indifferenza verso lo Stato nazionale, ferito da decenni di abusi collettivi, è criminale.

L'ideologia della vittima ha devastato le menti delle persone: oggi nessun diciottenne dirà di essere spontaneamente grato al suo Paese, o anche ai grandi artisti del passato e alle meraviglie che ci hanno lasciato. Invece, quello stesso diciottenne, ti allineerà rapidamente l'elenco di ciò che la comunità gli deve dalla nascita, senza che lui debba fare nulla: un lavoro, una casa, una pensione o un reddito di cittadinanza!

L’Italia si ritira sotto l'assalto della conquista dell'Islam. Esso crea disordine nella laicità del Paese, nella diversità di genere, nell'indivisibilità della Nazione. Esso semina la discordia anche a scuola. Esso rompe la Nazione. Ovunque, questa minoranza ideologica, esige la sua visibilità, pone le sue richieste, sconvolge la nostra Repubblica. La nostra prudenza e quella dei poteri pubblici sono una rinuncia al confronto con lo spirito totalitario. Siamo solo all'inizio della prova di forza che ci aspetterà.

Per troppo tempo, la destra ha pensato di non aver nulla da dire sulla cultura perché questo argomento è da sempre riservato alla sinistra, che detiene il monopolio della parola e delle idee. Cedendo alle ingiunzioni del politicamente corretto, ha pensato che non c'era né battaglia da combattere né elettorato da conquistare. Questa auto-menomazione politica ha avuto una conseguenza decisiva: l'aristocrazia culturale del sinistrume ha avuto campo libero per sviluppare la propria visione. E ha potuto condurre una battaglia essenziale, perché le vittorie ideologiche preparano ovviamente il successo politico.