La Voce della Patria

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La vicenda dell'Aquarius è emblematica di uno dei più grandi disastri europei dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Dall'inizio degli anni 2000, la tensione è aumentata in materia di immigrazione irregolare. Da allora, la situazione non ha mai smesso di peggiorare.

La destabilizzazione del Medio Oriente (Siria e Iraq in primo luogo) e della Libia hanno provocato una gigantesca ondata di arrivi che prosegue tuttora.

La Francia, Nazione tutt'altro che benevola nei confronti degli immigrati che sbarcano a migliaia sulle nostre coste da qualche anno a questa parte, usa parole pesanti ed offensive nei confronti dell'operato del nostro Governo sul caso della nave Aquarius, alla quale son stati chiusi i porti e che alla fine è stata dirottato verso la Spagna.

Basate sulla separazione tra potere politico e potere religioso, tra uguaglianza di genere e libertà di coscienza, fino a che punto le democrazie dovrebbero accettare l'esistenza sul loro territorio di morali in deroga a questi valori? In altre parole: tocca alla democrazia accogliere l'Islam o all'Islam di adattarsi alla democrazia?

L'Unione europea sta firmando accordi di libero scambio che rovinano intere aree della nostra agricoltura. Ne citiamo alcuni solo per dimostrare la devastazione che causano.

Scrive il Corriere della Sera di ieri, in un articolo firmato da Federico Fubini: In un’intervista ad un giornale tedesco Angela Merkel《propone qualcosa che coincide con gli interessi tedeschi – almeno nella percezione di Berlino – ma contrasta direttamente con quelli dell'Italia. “Il meccanismo di stabilità Esm deve diventare un Fondo Monetario europeo”. Le sue funzioni sono però allargate: non solo grossi prestiti di emergenza a scadenza trentennale, anche prestiti limitati a cinque anni e vigilanza diretta sulle economie dei diversi Paesi (una funzione che oggi spetta alla Commissione Ue). Con in più l'autorità di imporre una ristrutturazione del debito pubblico di un Paese se lo si ritiene giusto: in sostanza il nuovo Fme potrebbe decidere il default “ordinato” di uno Stato prima di prestargli le risorse necessarie ad andare avanti.