La Voce della Patria

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la giustizia
La giustizia

Nonostante la giustizia sia uno dei tre poteri dello Stato, esso è il meno efficiente di tutti, nonché quello che avrebbe bisogno delle maggiori attenzioni. Perché è con la giustizia che i cittadini vengono in contatto quando devono far valere i loro diritti. Perché è attraverso la giustizia che essi attendono ai loro doveri.

Questo disinteresse è tanto più incomprensibile nel momento in cui ci troviamo di fronte la minaccia del terrorismo islamico, una delinquenza endemica che crea sempre più allarme sociale ed una immigrazione clandestina massiccia che rischia di traghettare gli immigrati verso posizioni di illegalità.

Ora: non si può mettere in opera una politica penale efficace senza rendere la nostra giustizia pienamente efficiente e senza liberarla da tutte quelle incrostazioni che l’hanno resa sempre più impotente: basti pensare che da noi un giudizio di primo grado dura in media 367 giorni e che all’anno scorso c’erano 3,5 milioni di procedimenti pendenti in Italia!

Le nostre leggi e le nostre sentenze sono regolarmente condannate dalla Corte di Giustizia europea, che ci contesta in particolare le nostre scelte sociali: noi pensiamo che la giustizia italiana non deve più essere soggetta al controllo di organismi non italiani e senza legittimità democratica.

Questo perché lo stato di diritto, e dunque tutto il sistema democratico, è gravemente compromesso dalla decadenza del nostro diritto e dell’Istituzione giudiziaria.

Ma la giustizia italiana soffre ugualmente di corporativismo di cui l’ANM (Associazione Nazionale Magistrati) ne è il portavoce e la non netta separazione delle carriere tra giudice e Pubblico ministero la causa più grande.

Giudice ed accusa dividono i medesimi locali, passano da un ruolo all’altro senza grandi limitazioni, si considerano in tutto e per tutto colleghi…

Così è il funzionamento stesso della giustizia a risentirne poiché chi deve giudicare non appare realmente in posizione di terzietà tra accusa e difesa.

L’amministrazione della giustizia appare inoltre disconnessa dalle reali preoccupazioni dei cittadini, per le sentenze troppo spesso miti, quando non troppo favorevoli ai delinquenti. Per il pieno rispetto della razionalità della legge, qui, è necessaria una grande riforma delle norme, troppo spesso contrastanti, sovrapposte o lassiste, che consentono di dibattere in maniera troppo incline alla difesa.

Una riforma della prescrizione (eliminandola del tutto, a nostro avviso) dovrebbe essere posta in essere affinché chi è colpevole venga punito in ogni caso, non solo fino a quando non scade il tempo stabilito per far arrivare una sentenza in Cassazione: ne va della fierezza dello Stato di condannare i delinquenti e di proteggere i cittadini onesti. La giustizia non deve avere date di scadenza!

Ma il problema della giustizia italiana sono i tempi della stessa: risulta essere la più lenta d’Europa, per cui troppo spesso l’Italia è condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per non aver rispettato il principio della non ragionevole durata dei processi.

…perché la lentezza dei processi fa torto a tutte le parti in causa: alla società che si trova in difetto di risposta in tempi utili e per il pregiudizio portato ai suoi valori; alle vittime che attendono anni per la riparazione dei danni subiti; all’inquisito, che resta troppo tempo nell’incertezza.